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Intervista per Moroso: Karmelina Martina

11 novembre 2010

Karmelina Martina nasce a Sarajevo, ma vive e lavora a Udine.

Nel 2001 consegue la laurea in Industrial Design a Firenze a pieni voti.

È stata allieva di Vanni Pasca, Isao Hosoe, Paolo Deganello, e altri designers di fama internazionale. Dal 2006 segue l’ufficio sviluppo prodotto della Moroso. Lei cerca di perfezionare un design proprio attraverso lo spazio che separa la ragione tecnico strumentale dalla motivazione simbolica ed emotiva.

Oltre ad attività di Product Development ha progettato anche gioielli, lampade e abitazioni private. Nel 2008-9  ha disegnato la poltrona Helix e pouf-i Twist again per la Moroso.

Moroso è sinonimo di design italiano di qualità da oltre cinquant’anni.
Che aspetto di questa tradizione vuole evidenziare durante la conferenza di Impresa Docet?

L’azienda Moroso è stata fondata da Agostino Moroso più di cinquant’anni fa.
Partita da niente, con fatica e sudore, ha saputo gradualmente costruire una
realtà industriale che oggi è un business di dimensioni internazionali. La
tenacia lavorativa, la lingua friulana, le tradizioni del territorio hanno
saputo aprirsi al diverso e affrontare con fiducia il mondo.
L’aspetto più importante di questo processo è ancora oggi la responsabilità
individuale delle risorse umane. Alla Moroso ogni persona si prende carico
del risultato finale, arrivando a lottare come se si trattasse della propria
azienda. La persone in casa Moroso sono una vera e propria ricchezza e sono
loro la base di tutto.

Per la vostra azienda è importante l’attenzione verso l’ambiente?

Oltre alla certificazione di qualità ISO 9001 l’azienda Moroso è certificata
anche ISO 14001; questo significa che segue procedure di salvaguardia
ambientale volontarie e più restrittive di quanto prevede la legge.
La certificazione rende visibile questo sforzo ai clienti attenti alla
riduzione e al controllo dei rifiuti e delle emissioni atmosferiche.
Questa politica consente di ridurre l’impatto sull’ambiente, i rischi, gli
sprechi e i costi relativi agli aspetti ambientali. È stato adottato inoltre
un sistema preciso di gestione delle emergenze ambientali.
Annualmente enti esterni di controllo eseguono delle verifiche i cui
risultati vengono comunicati sia alla Provincia di Udine che al nostro
comune di residenza. L’azienda non ha scarichi idrici di processo. Eseguiamo
periodicamente il controllo delle out sourcing.

Innovazione e tecnica sono due aspetti fondamentali per Moroso. E’
semplice conciliarli con l’aspetto più emotivo del prodotto?

Non è facile conciliare l’aspetto emotivo del prodotto con innovazione e
tecnica.
Spesso i Designers propongono idee che sono al limite del possibile.
Ci deve essere un feeling tra le due parti, una specie di innamoramento
reciproco. Il progetto deve essere curioso, fresco e impensabile. Alcuni
progetti, una volta visti, ti comunicano il materiale e la tecnologia con
cui potrebbero essere realizzati. Altri invece richiedono più tempo per
diventare un prodotto industriale.
Non ci piace comunque cambiare la natura del progetto per le sue difficoltà
esecutive, se pensiamo di perdere in questo modo la sua poesia. Si fa allora
una ricerca più approfondita, si analizzano tutti i possibili percorsi di
industrializzazione, vengono presi in considerazione vari pareri dei nostri
fornitori fino ad arrivare a un risultato di grande qualità, che è il
prodotto Moroso.

Che ruolo hanno i giovani designer nel panorama italiano odierno? Che
consiglio darebbe ad un neolaureato?
I giovani designer nel panorama italiano vivono una realtà credo non facile.
E’ un momento particolare per loro, storicamente parlando: questo che era un
mestiere come altri, è ora percepito dalle aziende e dal mondo intero con un
atteggiamento molto più “fashion”. Il risultato sono tempi molto veloci, in
termini di frenesia e temporaneità, e grande competizione.
Bisogna ammettere però che il saper fare delle aziende italiane rimane
unico, speciale e soprattutto un’ottima scuola.
Il Design non è fatto di oggetti firmati. Il nostro è un mestiere il cui
risultato è dovuto a un lavoro di gruppo. Il mondo dell’industria è fatto di
varie figure che lavorano insieme come in un organismo. Ogni persona che
desidera intraprendere questo percorso deve capire dentro di sé quale di
queste sfumature sente propria.
Ad un neolaureato consiglierei un viaggio nelle terre lontane. Perchè?
Perchè si diventa più consapevoli, più aperti verso gli altri, si ampliano
le conoscenze, si prendono degli spunti per quello che vogliamo fare o
diventare. Se si vuole creare qualcosa di bello bisogna essere felici e
saper sognare.

Sono una grande risorsa i giovani all’interno di un’azienda come Moroso?
I giovani nella nostra azienda sono una grande risorsa. Sono portatori di
nuove idee,  punti di vista diversi, nuove conoscenze. La loro curiosità ci
permette di esplorare realtà altrimenti non programmate.

Reputa importante il confronto tra azienda e studenti? Pensa che la
formazione che viene data sia adeguata alle esigenze di un’azienda?
Credo che il confronto tra studenti e azienda sia indispensabile. E’come un
rapporto tra madre e figlio, in cui convivono apprendimento e insegnamento.
Sono entrambi a trarre vantaggio e beneficio.
Penso che la formazione fornita dalle scuole sia adeguata alle esigenze di
un azienda. Ovviamente ci sono molte variabili disattese, ma in ogni
occasione complessa c’è sempre la possibilità di imparare.

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